E'IL POV DI EDWARD, PRIMA PARTE. SI SVOLGE IL GIORNO PRIMA DELL' AFTER PARTY E DELL' INCONTRO CON ISABELLA.
BACIO E CERCHERO' AL PIU' PRESTO DI AGGIORNARE CON LA SECONDA PARTE
GRAZIE A TUTTE
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Edward_POV
Sto fumando la mia terza sigaretta ammirando la
visuale dalla mia camera d’Hotel a cinque stelle.
L’ennesima di quest’anno.
E’ il crepuscolo, la parte della giornata che
preferisco… la fine di un altro giorno.
Il momento migliore per uscire, per divertirsi e non
pensare ad altro.
Aspetto Emmett che venga a prendermi.
Mio fratello, amico, migliore amico e niente di meno
che bodyguard! Io sono 1,86, lui 1,98 ed largo il doppio di me.
E’ il mio fratello maggiore, anzi fratellastro a
dire il vero, ma la piccola differenza non l’abbiamo mai notata tra di noi!
Siamo sempre stati molto legati fin dall’inizio.
Chiudo gli occhi e ripenso alla mia piccola stanza,
nella mia piccola casa, in periferia, a Chicago.
Una fitta allo stomaco …….Mi manca così tanto.
Io e la mia chitarra, rinchiusi in quel buco di
stanza e il resto del mondo fuori.
Mia madre Elisabeth che mi chiama per la cena e che
io prontamente mangio fredda per aver tardato a scendere, troppo preso dallo
scrivere il mio nuovo pezzo.
Lei che non si arrabbia ma sorride, dolcemente. Mi
guarda negli occhi e mi dice “Vuoi che ti
riscaldi la cena, tesoro?” – “No
mamma, grazie, va bene così!” rispondo io.
Mi manca da morire cazzo! Soprattutto ora.
Solo, in questo acquario di vetri e acciaio sopra New
York. Lontano da tutto. Nel silenzio … niente.
Faccio un altro intenso tiro dalla sigaretta e il
fumo mi inonda profondo e brucia nei polmoni. Trattengo il fiato e lo lascio
uscire e con lui i vecchi, dolci, tristi ricordi.
TOC! TOC! TOC!
… TOC! – è
Emmett! Riconosco il bussare in codice alla porta.
Apro!
-
Ciao Ardy!
-
Ciao Fratello … lo sai che
odio quel soprannome Em!
-
E dai Edward! Cos’è?
Preferisci Ed? E’ da vecchio! Eddy? Sembra il mio cane?! Ardy è perfetto!
-
Che cazzo stai dicendo?! Sei
già ubriaco?
– mi viene da ridere, non riesco ad essere duro con lui, è impossibile - Vedi che devi lavorare e devi essere lucido.
-
Diamine Edward! Sono sobrio
al 100%! Che cazzo! Dov’è il tuo senso dell’umorismo?! Sei stanco? Vuoi
rimanere qui? Ci guardiamo un film o giochiamo un po’ alla Play! Ho voglia di
una rivincita a Burnout!
-
No! Non sono stanco… non ho
niente! –
ma il mio tocco di acido nel tono di voce lo fa diventare serio
-
Che succede? Qualche
problema?
-
No… no, scusami, non è
niente! Sono stufo di queste quattro mura silenziose. Dove andiamo?
-
Tanya è giù all’ingresso. Ti
sta aspettando
-
Aspetta aspetta, Tanya?! Che cazzo vuole ancora? È un uscita informale, per i cazzi miei!!
-
Aaaaaa non lo so, mi ha solo
detto di avvertirti e che prima che ce ne andiamo vuole parlarti. E’ la tua
agente, io faccio ciò che dice. Quella donna mi fa paura, è così
imperturbabile.
-
Emmett Cullen ha paura di
una donna?! Che hai stasera?
-
Che cos’hai tu! Dai andiamo,
sei pronto?
- Mi guardo allo specchio, sbottono la camicia, ravvivo il mio ciuffo fotonico
con le dita -
-
Si!andiamo!
Scendiamo e appena le porte dell’ascensore si
aprono, Tanya si gira, perfetta nel suo abito grigio chiaro e tacco 12, mi
fissa con i suoi occhi di ghiaccio. Non sorride mai. E’ un mastino nel suo
lavoro, professionale, seria.
Ci viene incontro.
-
Ciao Edward
-
Che succede? Non ci siamo
visti stamattina?
-
Si! certo! Ma c’è un piccolo
cambiamento di programma!
-
E cioè?
-
L’afterparty per l’uscita
del tuo nuovo disco non è più mercoledì, ma domani sera
-
Stai scherzando? Mi avevi
assicurato qualche giorno di riposo. Sono settimane che giriamo ovunque, sono
stanco.
-
Lo vedo. Sei intrattabile.
Ma non so cosa farci. Ci sono stati dei problemi con l’hotel dove si doveva
svolgere la festa e non c’è un buco libero mercoledì da nessun’altra parte.
Dobbiamo anticipare. Ho già avvertito tutti, non c’è nessun problema!
-
Avresti dovuto chiederlo a
me se ci fosse qualche problema, non credi? Non sono un giocattolo Tanya!
Cazzo! Non ce la faccio più!
-
Senti! Sei giovane e nel
pieno del successo! Questo è ciò che devi “pagare” per la fama e tutto il
resto! Era quello che volevi no?
-
Si, certo. Ma …
-
Con i “ma” non si va da
nessuna parte. Ora!! la limousine ti passerà a prendere per le 20.00 domani
sera, sabato 8 Settembre. Sii puntuale per favore. E pettinati un po’! Andremo
all‘Hilton. Un attico favoloso. Emmett!...Edward!, con permesso – il mio nome le esce con un tono più basso, quasi di
scusa, ma è impercettibile la differenza col saluto per Em, e io la conosco
ormai.
E’ il suo lavoro, fa tutto
questo per me, lavora duro senza pause anche lei, ma delle volte mi fa
veramente girare le palle.
Se ne va, non la saluto nemmeno. E’ fredda come un
blocco di ghiaccio. Non capisco come faccia a non lasciarsi mai andare. E’ una
donna bellissima, elegante. L’ho vista sorridere solo una volta da quando la
conosco e lavora per me. Era al telefono e non sapeva che la stessi osservando.
Era serena, chiacchierava, si toccava i capelli sciolti. Era molto attraente!
Cosa che durò poco, perché appena si accorse del mio
sguardo, chiuse la chiamata freddamente e la maschera ritornò su di lei. Non
successe mai più!
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Con Em esco dal retro del parcheggio sotterraneo con
l’auto in dotazione. Vetri scuri, autista.
Cazzo che voglia di guidare che ho!
Essere scarrozzato non mi fa bene! Avrei voglia di
scaricarmi un po’ alla guida della mia auto …… che non ho idea di dove sia! La
mia cara vecchia Audi.
Oggi potrei comprarmi qualsiasi vettura, ma non
potrei guidarla tranquillamente, solo, col finestrino aperto, fumando la mia
adorata sigaretta. Sarei riconosciuto e inseguito. Quindi ho abbandonato l’idea
dell’acquisto, o del ritrovamento della vecchia. Non avrebbe senso per ora. Ma
mi manca da matti poter prendere la macchina e farmi un giro per i cazzi miei!
Arriviamo al pub!
Entriamo da dietro. L’ingresso è gremito di gente, è
pericoloso per me. L’ultima volta c’è voluta la polizia per sgombrare la
strada!
Il locale è piuttosto buio.
Ottima scelta Em!
Questo ci da il vantaggio del non essere
riconosciuti … almeno per un po’.
Troviamo un divanetto con un tavolo abbastanza
appartato e ci sediamo.
E’ pieno di gente, la musica è alta e avvolgente. Mi
rilasso, chiudo gli occhi.
-
Vado a prendere la birra, torno subito!
-
Ok Em!
Non lo vedo, gli rispondo tenendo le palpebre
chiuse. Dopo poco sento sedersi qualcuno vicino a me.
-
Cazzo fratello, ci hai messo
pochissimo!
Ma appena sento che mi stanno toccando
spudoratamente sul mio cazzo spalanco gli occhi! Una ragazza giovane, molto
carina è seduta attaccata a me. Con la sua piccola mano con unghie laccate di
nero sul mio amichetto racchiuso nei jeans stretti!
-
Che cazzo stai facendo?
-
Ciao! – e stringe quel poco sul
pacco, e l’amico li giù risponde per la miseria! - sono Jane!
Continuo a fissarla.
Mi ricorda qualcuno.
Ah! Certo! E’ la versione più giovane, molto più
giovane, di Tanya! Capelli biondi, occhi freddi e azzurri. Sicura di se.
La cosa mi intriga parecchio. Mi ha sempre attratto
in un certo senso. Ma io 21 anni, Tanya 38. La mia perfetta agente! Non potrei
mai provarci. E lei mi mollerebbe su due piedi, non posso permettermelo! Anche
se la differenza di età non mi importa molto!
Il momento che più mi eccita è quanto mi fa
incazzare, e questa sera lo sono, visto che non potrò fare niente di quello
programmato per domani.
Ed eccolo, il mio “io” interiore che scatta all’
attacco!
-
Ciao bambolina! Ti và di
fare un giro?
-
Devo andare al bagno delle
signore
-
Perfetto … ti seguo!
E’ piuttosto minuta, un fisico perfetto, due tette
in mostra. Questa vuole una cosa sola: Essere scopata, e devo dire che ne ho
proprio voglia. Mi alzo e nel frattempo torna Emmett con le bevande.
-
Torno subito!
-
Non perdi tempo Ardy!? Sta
attento amico!
Lo fulmino con lo sguardo e mi allontano! Lui ride
di gusto sul divanetto e inizia a gustarsi la birra!
Non ha mai giudicato la mia attitudine di tenerlo
poco nei pantaloni.
Ogni lasciata è persa! E non amo in particolar modo
sfogare la mia tensione sessuale, solo, in una doccia.
Appena varchiamo la toilette delle signore infilo il
primo bagno libero e chiudo a chiave. La prendo in braccio e l’appoggio con
forza alla parete. Ha un vestito così corto che non devo nemmeno alzarlo. E’
già bella esposta e non porta l’intimo.
Bene, cazzo!
Slaccio i jeans e abbasso i boxer. Me lo prendo in
mano e me lo sistemo, era tutto incartocciato nei pantaloni che stringevano da
matti. Il mio amichetto è bello ingombrante. Dalle tasche estraggo un
preservativo e me lo infilo.
-
Prendo la pillola
-
Non mi interessa bambolina,
non so chi cazzo tu sia quindi io lo faccio sempre col preservativo
Sorride di poco. Sembra quasi offesa. Cosa crede?
Non sono uno sprovveduto!
Potrebbe pur essere vergine ma non mi fido ne con
quanti lo avrebbe fatto e soprattutto che prenda sul serio il contraccettivo.
Le infilo due dita e sento che è bella pronta. Esco
ed entro un paio di volte lentamente e poi
la penetro di colpo, tutta.
Sussulta e le esce un grido.
-
AH! Cazzo!
-
Che c’è bambolina, fa male?
-
N.. no – le manca il fiato -
-
Che ti aspettavi? È questo
che vuoi, no?!
-
S… Si!
E comincio ad affondare in lei. La sbatto contro la
parete, lei si aggrappa alle mie spalle e geme anche troppo forte per i miei
gusti
-
Shhhh!! Fa piano cazzo!
-
Porca … puttana, quanto sei
… grosso! Ahhh!
-
Ti piace?
-
Ahh! Si … si…si!
Ma non riesce ad essere silenziosa e si tappa la
bocca con la mano.
Prendo un ritmo veloce. Scivolo dentro e fuori che è
un piacere! I suoi occhi freddi mi fissano e io fisso lei mentre spingo forte.
Cazzo è eccitata a tal punto che credo non dovrò
aspettare molto a venire.
Il vestito le è calato anche dal seno. E’ scoperta.
Le prendo il bocca un capezzolo e succhio forte. Il colpo di grazia, si
contrare attorno a me.
-
Si bambolina, vieni cazzo!
E mi svuoto pure io.
Esco da lei subito. La rimetto giù e le gambe le
cedono! Tolgo il preservativo , lo getto e mi sistemo. Siamo sudati fradici. Mi
passo la mano tra i capelli e la guardo mentre si risistema. Ha il fiato corto.
-
Brava bambolina … è stato un
piacere “venire” con te al bagno! Non seguirmi per favore! – sto per uscire ma lei mi
blocca!
-
Aspetta! Tu sei Edward vero?
Edward Cullen, il musicista!
MERDA! Ma cosa mi aspettavo, sono un idiota a
sperare di passare inosservato!
-
Si! E quindi? – rispondo seccato e torvo
-
Voglio scopare ancora con te
-
Senti ragazzina, è stato
bello, accontentati
-
Il mio ragazzo è il padrone
del locale! Se non vuoi che il tuo bel musetto abbia dei problemi, vorrei
scoparti di nuovo! e … diffondere che tu sei qui non è un problema.
-
Cazzo! Sei proprio una
stronza! Fottutamente carina! Va bene! La cosa mi intriga! Ma ora non posso.
-
Domani so che hai la
presentazione del tuo nuovo disco, facciamo domani all’afterparty!
-
Vedo che le notizie volano!
-
Già! Senti Edward, voglio
solo divertirmi, e scopi da dio! E’ durato troppo poco.
-
Domani fatti trovare nella
Hall dell‘Hilton alle 20.30. Vestiti da cameriera. Farò in modo che tu possa
entrare. Però non devi dire niente. Non voglio e non ho bisogno di gossip da
quattro soldi. E poi avrei da che litigare con il mio agente. Non ne ho voglia ne
tempo!Non fare la furba! I miei avvocati sanno bene come comportarsi con chi
non rispetta “le regole”
-
Va bene! A domani!
Esce prima lei.
Porcocazzo! Ho trovato la rompicoglioni di turno!
Vabbè è molto carina e voglio godermi il resto della serata in santa pace. Che
sarà mai. Domani le darò quello che vuole e poi la liquiderò.
Ho accettato non tanto per le sue flebili minacce:
Em non di certo avrebbe permesso a nessuno di toccarmi e per quanto riguarda il
sapere della mia presenza, non di certo mi ferma dall’andarmene da atre parti a
continuare la serata. Ormai ci sono abituato! E’ che mi piace. Un altro giretto
dentro di lei me lo faccio volentieri. Non è la prima e non sarà l’ultima.
Relazioni serie per ora non ne voglio, non ne ho bisogno.
Raggiungo Em.
-
Sveltina con la biondina eh?!
-
Fatti i cazzi tuoi, Em!
Dovresti fartene una pure tu ogni tanto!
-
E chi ha mai detto il
contrario Ardy?
-
Mi stai sempre attaccato al
culo Em, ti conosco.
-
Ho i miei metodi e magari
sono un po’ più discreto di te nel farlo notare, fratello!
-
Ok! Ok! Non voglio parlare
con te di questo!Ho ancora impresso il tuo grosso culo che spinge dentro la
moretta alla festa del liceo. Dio che schifo!
-
Io ho un bel culo, finiscila
tu!
-
Finiamola, è meglio!
-
Meglio si!
Passiamo una bella serata. Nessun altro disturba. La
biondina Jane a quanto pare è stata di parola. Domani sera si merita un premio.
Rientriamo verso le tre del mattino. Visto la serata
che mi aspetta sabato, meglio non esagerare, la voce altrimenti va a farsi
fottere.
Mi faccio una doccia e vado a letto.
Solo.
Cado in un sonno profondo ma tormentato. Sogno di
Tanya, di fare sesso con lei in modo duro da farmi male. Lei mi fa male. Mi
morde, mi tira i capelli, mi usa come un giocattolo, come non fossi vivo. Non
mi guarda, come se non fossi niente!
Mi sveglio! E’ ancora buio!
Merda!
Apro il cassetto del comodino e prendo le mie
pastiglie. Ne ho bisogno, sono troppo agitato al limite dell’attacco di panico.
Le medicine fanno effetto e i miei occhi si
chiudono, lenti. Non sogno più e quando li riapro è mattino tardi, le 11.00.
Mi sento osservato, mi giro e davanti a me, che mi
fissa c’è lei. Tanya!
-
Buongiorno Edward





