lunedì 6 agosto 2012

ONESHOT_Prologo

CIAO!!!
QUESTA E' NATA COME ONESHOT!
MA SE MI VERRA' L' ISPIRAZIONE LA POTREI ANCHE PORTARE AVANTI COME STORIA! SE MAGARI MI DATE UNA MANO, OVVERO MI DITE CHE NE PENSATE "SINCERAMENTE" MI FAREBBE MOLTO PIACERE!
QUINDI PER ORA IL BLOG NON E' RICCO E NON METTO FOTO CHE RAPPRESENTI LA STORIA ECC... MI SCUSO PER QUESTO.
TERRO' QUESTO "CAPITOLO" COME PROLOGO, POI SI VEDRA' ... ANCHE PERCHE' NE HO GIA' DUE ALL'ATTIVO DI FF  E VORREI PORTARE AVANTI QUELLE, ALTRIMENTI CHI RIESCE A FAR TUTTO!!!!

 MI CAPITE VERO?! BACIO E GRAZIE SE VORRETE LEGGERLA.

( so che per alcune, ma anche x me , questo è un periodo un pò così x questi gossip ecc.... ma questa storia è nata così, con queste foto e quindi così rimane.... anche perchè comunque, ripeto, le storie sono basate su Edward e Bella e per me questi sono i loro volti )


Sto sognando, nel mio piccolo appartamento nel Queens. Si lo so non è il massimo ma per le disponibilità mie e di Jessica non poteva andare meglio.
Sto sognando Malibù, sto sognando di nuotare al sole, sto sognando la mia villa sulla spiaggia, ampia e ariosa, luminosa, piena di vetrate. C’è un sole accecante e caldo. Sto sognando. . . . . “BELLA!!!”

-       BELLA! sei sveglia? Bella!!! Non ci crederai mai!
-       Dio Jessica, cosa urli -  guardo la sveglia -  sono le otto del mattino, sono andata a letto da poco 
-       Questa la devi sentire, svegliati! - la voce della mia amica, nonché coinquilina, sveglierebbe pure il polo nord-
-       Sono già sveglia, che vuoi?
-       Ho trovato un ingaggio
-       Cosa?
-       Per me e te, per una festa. Mike mi ha dato la dritta!
-       Che vuoi dire?
-       Vogliono delle Bar Lady per un after-party
-       DAVVERO? Dove? Per chi? – mi ridesto immediatamente -
-       A New York!! In pieno centro, in un attico!! È per il lancio di un nuovo disco di nientepopodimenoche????
-       Chi?
-       Edward Cullen!
-       CHI??? Chi cazzo è?
-       COME CHI E’?! Sei scema? Ma dove vivi?
-       Non so chi diavolo sia – ripiombo sul mio cuscino -
-       È il musicista più in voga del momento ed è un figo da paura! 21 anni, non so quanti dischi venduti!
-       Dobbiamo andare a lavorare per un viziato al primo successo musicale? Tra l’altro ora che ci penso … CULLEN … l’ho già sentito…
-       Vedi?
-       No ma non per lui ma… … Cazzo suo padre non sarà il presidente della CULLEN PHARMACEUTICAL INDUSTRY?
-       Eh? Chi??? Chi se ne frega di chi è figlio, lui è Edward Cullen, ci invidieranno tutte!!!
-       Che noia, saranno tutti lì a tirarsela, lo odio già
-       Ma sei proprio fuori dal mondo
-       Io credevo fosse, che ne so, per un regista importante di Hollywood o per un gran film di successo mondiale.
-       Smettila! Non sei mai contenta! Dai!!! Sarà fantastico, e ci saranno tanti nomi importanti, magari conosciamo qualcuno di famoso, OLTRE E SOPRATTUTTO LUI!!!!
-       La smetti di gridare, mi fai girare la testa! Comunque senti, conoscendoli quei figli di papà non ti faranno avvicinare nemmeno se lavori per loro! Piantala di sognare
-       Dicono che sia ben disposto a ……
-       A che?
-       Insomma, dicono sia ben dotato e lo usi molto bene!
-       Vabbè! Un altro che lo sbatte dentro ad ogni buco che incontra, sai che novità! Ti piacerebbe farlo con quel tipo sapendo che lo ha infilato pure nelle serrature delle porte visto che sono oggetti al femminile? Sei tu che sei ammattita!
-       Senti Suor Bella, accettiamo o no?
-       …………………………
-       Dimmi di si! Dimmi di si! Dimmi di si! Dimmi di si! Dimmi di si!!!!
-       OK!!!!OK!!!! smettila
-       SIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!
-       Quando?
-       Sabato
-       Questo sabato?
-       Si, perché, che hai?
-       Devo uscire con Jake!
-       Ma vaffanculo Jake direi, vuoi mettere?
-       Non posso
-       Tu puoi invece
-       No
-       Si
-       No
-       SIIIIIII!! Digli che è per lavoro, lo è in effetti, è un occasione da non perdere!
-       In realtà è vero, pagano bene?
-       Benissimo! E poi magari da lì decolliamo! Dai, dai, dai!!!
-       Va bene, ne parlerò con lui
-       ANCORA!!! Ma mollalo quel tipo! È pure brutto
-       Non è vero
-       Si invece, sembra un lama
-       Sta zitta! Sarà bello Mike!
-       Mica lo devo sposare. E’ il mio così detto “trombamico”
-       Jessica!!!!
-       CHE C’E’!!!?? sei tu che sei troppo puritana! Sentiamo come ce l’ha questo Jim
-       Jake!
-       Vabbè, fa lo stesso, allora com’è? Ce l’ha grosso? Lungo?
-       Non… non lo so
-       Non hai ancora…
-       No, siamo usciti ancora poche volte, ci siamo solo baciati!
-       Signore mio !! Bella hai 26 anni, sei una donna grande e vaccinata, non sei mica al liceo, che poi a dire il vero io al liceo avevo avuto già le mie numerose esperienze, mi sono proprio divertita e … …
-       La vuoi finire?
-       Va bene va bene… uff….che noiosa che sei! Allora do l’ok a Mike?
-       Si
-       AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!! Non te ne pentirai. Questo comporta giretto dall’estetista e dal parrucchiere e SHOPPING!! Dobbiamo trovaci una “divisa”, una di quelle da urlo, voglio tutti a bocca aperta al bancone del bar
-       O!mio!dio, ho scatenato l’inferno!

Passiamo ore in giro. Non ce la faccio più. La seduta dall’estetista è stata micidiale. Jessica mi ha voluto far fare la ceretta ovunque, e quando dico ovunque è proprio ovunque! Un dolore immane! Gliela farò pagare cara! Dal parrucchiere io ho solo sistemato il taglio, qualche spuntatina. La mia chioma castano scuro la voglio alla perfezione, lunga e voluminosa.
Lo shopping….un’incubo. A Jess non andava a genio nulla poi grazie a dio ce l’abbiamo fatta.

Dare buca a Jacob è stato difficile. Era piuttosto contrariato, non la ritiene una scusa valida il lavoro. Mi ha infastidito un po’ a dir la verità. Un “scusa”? E’ lavoro cazzo, ci faremo un culo tanto per ore. A quelle feste le persone bevono come spugne e non ci sarà un minuto di respiro. Jessica è fissata che ce la spasseremo, ma lei non si rende conto di cosa ci troveremo davanti. Sarà estenuante!
Con Jake mi lascio al telefono in malo modo. Mi sbatte giù la linea senza tante remore.
Vaffanculo!
Sono tutti uguali, è per quello che io non la do via come il pane, non sono il tipo.

Sabato arriva in un batter d’occhio. Io, Jess e Mike sul nostro furgone con tanto di pubblicità sulla fiancata. In realtà amo molto il catering, il lavoro principale è quello ma io e Jess siamo delle maghe con i cocktail e ce la caviamo pure con le acrobazie. Ci siamo fatte un bel corso per migliorare. Facciamo intrattenimento e questo aumenta le mance!

Arriviamo a New York nel pomeriggio di sabato, così abbiamo il tempo di sistemarci con calma e prepararci. Ci hanno assunto e ci danno pure vitto e alloggio.
Suite!
Mi sembra di sognare. Questi hanno soldi a palate. La zona sotto l‘attico , dove si svolgerà la serata, è adibita ad Hotel, quindi poi alla sera dobbiamo solo salire in ascensore. Ci ritroviamo in camera con altri due ragazzi; Angela e Ben. Saranno i camerieri. Faccio subito amicizia, Angela è molto dolce e cordiale. Jessica è già partita per la tangente e chi la ferma più. E’ sparita con Mike e non voglio immaginare dove o soprattutto per fare cosa. Bleah! Mi vien la pelle d’oca, quel Mike è così viscido, bel biondino per carità, ma ha sempre gli occhi che ti fissano, anche prima durante il viaggio, era forse una mia impressione ma era perenne sul mio culo o sulle mie tette.
Scuoto la testa per scacciare certi pensieri.

Ci siamo, è ora, ci prepariamo.
Leggins in pelle nera lucida (grazie Jess sarò tanto a mio agio), decolté tacco 13 con platò fucsia (poco vistose, grazie Jess), top rosa laminato che praticamente copre solo il davanti con schiena nuda (perfetto, niente reggiseno, un paradiso). Ci raccogliamo i capelli in una coda alta, trucco un po’ pesantino, la serata lo vuole. Eyeliner nero tutto intorno, occhi in vista, i miei occhi verdi risaltano che è un piacere! Rossetto rosa acceso, unghie laccate, idem, e tocco finale, la maschera che ci copre parte del viso. Siamo pronte. Io e Jess ci guardiamo:

-       Siamo delle fighe da paura Bella, ci noteranno vedrai!
-       Non vedo l’ora, sai come amo essere al centro dell’attenzione!
-       Non essere la solita guasta feste, sei una bomba sexy! Così troverai qualcuno di meglio di quel Jud!
-       Jake! Si chiama Jacob! E comunque è stato uno stronzo, mi ha chiuso il telefono in faccia
-       Meglio! Andiamo!

Salutiamo Mike che sta sbavando come un ossesso, Jess gli fa capire che al ritorno sarà tutta sua, che schifo, e io li ignoro altrimenti vomito!

Arriviamo all’attico. Ci sono i buttafuori alla porta. Cose in grande! Ci squadrano da capo a piedi, facciamo vedere i pass e ci fanno entrare.
Appena varco la soglia rimango incantata. E’ fantastico, tutto ultra moderno. Vetrate ovunque, io le adoro, sembra di essere sospesi sopra NY. Tutto bianco e grigio! Luci soffuse, pista da ballo, saletta relax, living, tutto openspace! Potrei godere anche solo per questa vista! Poi vedo il lato bar e mi viene un orgasmo solo a guardarlo, è spaziale! Io e Jess ci guardiamo e stiamo quasi per urlare ma ci tratteniamo, che figura altrimenti. Non c’è ancora nessuno, solo gli addetti ai preparativi. Aleggia un buon profumo, ci sono fiori freschi ovunque. Alla consolle vedo il Dj già intento a programmare la musica e le luci.
Dio mio che sogno!
Io odio i ricchi ma amo dove vivono. E’ il mio sogno avere una casa del genere! Ma io non sarei stronza e arrogante come certa gente!

Me ne vado a fare un giretto, l’attico è così grande che sembra un condominio. C’è pure un soppalco. Io adoro visitare questi posti, sono troppo curiosa e dico a Jess che vado a dare una perlustratina con la scusa di cercare una toilette! Lei non mi bada più di tanto, sta già puntando il Dj, non cambierà mai!

Barcollo sul parquet con questi trampoli, ma non posso toglierli, se incontro qualcuno che figuraccia farei. Sbircio in giro, salgo al soppalco, non resisto. In cima alla scala di vetro mi volto e la vista è mozzafiato. Poi vengo distratta dai dei rumori che provengono da dietro una quinta a qualche metro da me, qui gli spazi sono assurdi. Silenziosa mi avvicino, è pieno di tappeti quindi i tacchi non si sentono. Più mi avvicino e più capisco che qualcuno sta…… scopando? E di brutto! Cazzo che situazione. Lo vedo, lui di schiena, i pantaloni calati a metà gamba col culo in bella mostra, e che culo (Bella cazzo ripigliati) che pompa dentro a qualcuna.

-       Si piccola… lo vuoi … …tutto vero? … tieni! … … Tutto fino … …  in fondo!

L’altra invoca tutti i santi esistenti, piegata in due in avanti sopra un tavolo; questa cosa dura pochi secondi, mi ero incantata dal panorama più che dall’azione in se stessa. Giro i tacchi pianissimo e merda! Il legno cigola e sono di spalle ma sento che si sono fermati e sento uno sguardo su di me.

-       Hey! Cos’è non ti piace lo spettacolo? Se vuoi ne ho pure per tè bambolina!

Mi ha chiamata “bambolina?” Mi giro perché nessuno mi chiama bamb…… CAZZO! Due fari azzurri come il cielo mi fissano, mi penetrano affondo (o mamma ho pensato “mi penetrano” con uno messo così?) rimango con la bocca aperta e non proferisco una parola

-       Che c’è? È un si? Se vuoi guarda pure – e ricomincia il suo balletto con sta tizia che non fa un fiato mentre lui parla con me. Che idiota! –
-       NO! grazie!

Mi giro e me ne vado di gran passo! Anche se, porca miseria, il cuore mi pulsa a mille, e non è tanto per ciò che ho appena assistito. Quello stronzo pervertito, quel fottutissimo bastardo mi ha fatto uno strano effetto!
Scendo, cerco di dimenticare, raggiungo Jessica al banco di lavoro che è spaziale e inizio ad armeggiare con i preparativi. Meglio distrarsi. Chissà chi era, fottersi così qualcuno in casa d’altri, bel coraggio. Che gente!

La serata inizia alla grande, gente di super lusso arriva a ondate e questo attico sembra poter contenere il mondo. Lavoriamo in modo serrato e veloce. Non c’è un attimo da perdere. Siamo un bello spettacolo, in molti si soffermano a guardarci in tutto quel che facciamo. Ad un certo punto c’è un bel po’ di gente intorno e Jess mi fa il nostro segno in incognito. E’ il momento per le nostre acrobazie. Jessica fa cenno al Dj, ecco perché confabulava prima,  e parte la nostra canzone; inizia il nostro cavallo di battaglia. La gente si gira, tutta, luci su di noi e iniziamo. Siamo in sincrono perfetto, qualche urletto qua e là, sorriso smagliante, sguardi accattivanti e la gente, gli uomini soprattutto, partono di brutto. Io e Jess iniziamo pure a strusciarci un po’ tra di noi, agli uomini piace e bevono di più. Lo sappiamo e ci diverte un sacco! Per lavoro divento audace, quando sono qui l’adrenalina scorre e non penso a nulla. Concludiamo con un bacio, casto ma non troppo sulla bocca, tra me e lei, ed è il delirio! Applaudono pure le donne! Ringraziamo e torniamo a lavorare, ora c’è il mondo che ha sete! Mentre applaudivano ho scorto una biondina tra la folla e credo fosse la sfortunata incappata in quel trombatore impunito. Ha abbassato lo sguardo appena l’ho fissata, sicuro era lei. Chissà dov’è lui, quel genio. Sarà un cameriere o un buttafuori o chissà.

Un insieme di urletti e applausi arrivano a distrarmi dai miei pensieri. Tutti si voltano verso la console del Dj, le luci stroboscopiche non mi fanno mettere a fuoco chi sia ma a quanto pare è il padrone di casa, Jessica sta per svenire o venire alla sua vista, quindi credo sia quell’Edward Cullen.
Le luci si accendono e………………… PORCOCAZZO è lui! Il trivella di prima, quello a cui ho visto il culo mentre…… o no! o no no no!! che figura di merda! Vorrei sotterrarmi da qualche parte.



Lui ci ringrazia per il bello spettacolo.
Mi avrà riconosciuto?
Spero di no.
Invece si!
Mi fissa!
E di brutto! E io di rimando! Non so perché ma non riesco a scollarmelo dal davanti! Grazie a dio la fortuna della maschera, almeno non vedrà che sono dello stesso colore delle mie scarpe.

Credo faccia un bel discorso o altro perché tutti sono in estasi e parte un boato alla conclusione… io non ho sentito un tubo. Tipo in quei sogni che non riesci a sentire e a parlare.
Viene verso di noi!
O no! No no no!
Credo di dirlo ad alta voce e Jess mi dà una botta che tra poco non cado dai trampoli ai piedi!

-       Bella che hai, stai bene? Guarda, sta venendo qui!! E tu che credevi che non si sarebbe fatto vivo!
-       Ciao bamboline – che fantasia – datemi la vostra specialità
e Jess se ne esce con una delle sue _
-       Ti do tutto ciò che vuoi tesoro! –
Lui la guarda con il suo sguardo “ti fondo col potere degli occhi”, che banale! -
-       Mmmm, ok! Che ha la tua amica? Ha perso la lingua? Piacere io sono Edward Cullen!
-       Lo sooooo -  Jess è un’oca, non ci posso far nulla, le voglio troppo bene, ci compensiamo – io sono Jess e lei … …
-       Lascia sia lei a parlare, come ti chiami bambolina?
Jess continua a sorridergli, è stato maleducato, l’ha zittita, come si permette ; e via con sta bambolina, lo odio –
-       Isabella, sono Isabella, contento?
-       Ceeerto! Isabella! Bel nome
-       Si si certo! Senti dobbiamo lavorare quindi… - Jess mi da un calcio e mi fulmina con lo sguardo – che c’è?- lo dico tra i denti –
-       Infatti, fammi un bel lavoretto
-       Te lo fa Jessica, lei è fenomenale coi “lavoretti”, io sono in pausa, scusatemi! - e me ne vado. Jessica rimane senza  parole per una santa volta anche perché lui, mi segue.

-       Hey! HEY! Fermati, ISABELLA! Fermati!

Mi blocco ma non mi volto. Sento il suo sguardo su di me, che parte dalle gambe, si sofferma sul mio fondoschiena messo in risalto da questi maledetti pantaloni stretti, la schiena scoperta, il collo. Il mio sguardo è basso. Sento che si avvicina, siamo nel corridoio che porta a delle altre stanze, la musica è più attutita e bassa, non c’è nessuno qui. Sto tremando, questo Edward mi intimidisce e non so perché. Non posso soffrirlo, è antipatico e maleducato eppure … Alzo lo sguardo e mi accorgo che sono di fronte ad uno specchio. Lo vedo riflesso in tutta la sua gloria. Ha solo 21 anni ma è statuario. Alto, due spalle larghe e dritte, capelli biondo-ramato, i suoi occhi dritti nei miei. Le mani in tasca, indossa un bell’abito scuro, gli sta divinamente. Camicia chiara appena sbottonata, una leggera peluria si intravede nello scollo.

-       Ti piace ciò che vedi?
-       Cosa vuoi da me? Sono in pausa, posso andarmene in bagno in pace almeno? Sono ore che lavoro!!
-       E lo fai da dio bambolina
-       E non chiamarmi così! Io ho un nome!
-       Come vuoi Isabella! E comunque, qui non lo troverai il bagno, qui ci sono le camere da letto. Se vuoi devi entrare in una di esse per trovare ciò che ti serve – il suo tono di voce è basso e caldo, non riesco più a muovermi –
-       Vuoi ti accompagni?
-       No grazie! Faccio da me!
-       Tu non mi conosci vero?
-       No, grazie a dio!
-       Ohohoho!! Mai sentito una delle mie canzoni? Non ascolti mai la radio o la tv. MTV la trasmette alla nausea.
-       Non ho la minima idea di chi tu sia e non mi importa, preferisco la musica classica e l’arte, oppure un buon libro? Leggi mai tu?
-       Certo! Ma ti do fastidio per caso?
-       Molto a dire la verità, e ora scusami.

Mi volto e brucio quel metro che ci divide con un passo, il corridoio è stretto e lo urto mentre passo, ci tocchiamo. Sento il suo profumo, sa di buono, ha un odore particolare, mi fa girare la testa. Io per quanto abbia 13 cm ai piedi gli arrivo poco sopra la spalla, cazzo quanto è alto! Mi fa passare ma mi prende per il polso, gentilmente. Mi blocco, ma non mi molla. Le sue dita, lunghe ed eleganti mi avvolgono dolcemente, non stringe ma non molla. Sono calde. Mi perdo in quelle mani, adoro quel genere da musicista. Ora che ci penso il pianoforte o la chitarra la suonerà, è un cantante. Adoro la musica dal vivo, gli assoli voce e chitarra.

-       Aspetta!
-       Lasciami!
-       Balla con me
-       No
-       Ti prego – la sua voce è roca ma non volgare, intensa, mi tremano le gambe –
-       Forse p … più tardi – cazzo balbetto pure,dannazione –
-       Io aspetto.

Mi lascia andare. Non mi volto più. Sono confusa. Non lo cerco più con lo sguardo per tutta la serata, ho paura della mezza promessa che gli ho fatto. Lavoro come una dannata, mando Jess in pausa più di una volta e io non mi fermo mai.
Sono voltata di spalle per prendere il Martini ed eccolo qui:

-       Hey bam… Isabella
-       Mi dica signor Cullen –


mi volto e lui che fa? Fuma! Sta fumando in un modo che, santo cazzo ci fa l’amore con la sigaretta, quella bocca avvolta al filtro protesa leggermente in avanti, tipo stesse mandando un bacio, gli occhi socchiusi, due fessure azzurre intense -
-       Che formalità Isabella
-       Sto lavorando, è giusto così
-       Va bene! Mi piace come dici SIGNORE
-       Vuole da bere SIGNORE? Ha sete?
-       Si! Di te! –
tra poco non mi cade la bottiglia di mano, mi si blocca il fiato di colpo, ho capito bene? –
-       Mi scusi? Non abbiamo quel drink, mi spiace SIGNORE.
-       Smettila di fare la difficile, mi hai promesso di ballare
-       E io sto lavorando, e ho detto “forse”
-       Io sono quello che ti pagherà, lavori per me e se io decido che ora puoi sospendere questo tour de force lo puoi fare.
-       Sono stanca
-       Solo un ballo
-       Mio dio! Te lo ha mai detto nessuno che sei asfissiante?
-       Sei tornata al tu!
sospiro pesantemente, non so più come comportarmi –
-       La smette?
-       Ecco di nuovo il lei, che ti prende, avanti, ti faccio paura?
-       Tu? Cioè lei? Non credo
-       Allora balla con me Isabella – è quasi un imperativo e non so come ma dico: Va bene!
-       Magnifico! Hey bambolina – Jess si gira, è palese -  sostituisci la tua amica, viene in pausa con me
e Jess ci fulmina, non capisco se è arrabbiata, sorpresa o cosa ma fa un cenno affermativo con la testa –

La pista è ancora piena di gente, fa caldo.

-       Togliti la maschera, voglio vederti bene – siamo praticamente appiccicati, la gente spinge e si dimena, noi ancora fermi –
-       No, non voglio
-       Avanti, voglio vedere i tuoi occhi
-       Li stai vedendo – ci parliamo a un centimetro dalla bocca
-       Ok cat-woman – melo sussurra all’orecchio, sfiorandomi il lobo e baciandolo così impercettibilmente che forse l’ho immaginato, ma tra le mie gambe succede qualcosa che credo non sia frutto di fantasie -

Inizia a ballare. Ora ho capito il suo odore che cos’è, sa di sesso, lui emana odore di sesso, mi sto ubriacando di lui. In me scatta qualcosa, tipo quando devo esibirmi, mi si azzera la mente e gli faccio vedere io con chi ha a che fare il ragazzino!
Mi avvicino a lui, lo accarezzo sul viso, lui si ferma e mi guarda, è affascinato, la bocca semichiusa, i denti bianchi visibili tra quelle labbra piene e leggermente incurvate in un sorriso mozzafiato.
E’ bellissimo, me ne accorgo solo ora.
E’ un dio. Un naso piccolo e dritto, la mascella squadrata maschile. Lineamenti precisi ma al contempo dolci. Gli passo due dita sulla bocca, la apre di più e mi morde l’indice, piano. Io nel frattempo accompagno il tutto con movimenti lenti su di lui. Sento quanto è eccitato, è MOLTO eccitato. Non me ne intendo di dimensioni ma credo che le voci siano vere. Non so cosa mi sia preso, io non sono così, sarà l’ambiente, sarà la maschera sarà…… LUI miseria ladra, mi faccio paura! Lo tocco sopra la camicia, la giacca l’aveva tolta e le maniche sono arrotolate, sotto non porta nulla, sento i suo muscoli, ma non è esagerato, è perfetto, tonico non troppo palestrato. Siamo sudatissimi, un po’ l’ eccitazione un po’ il ballo, la pista piena. Tutti sono impegnati nelle loro esibizioni, sembra di essere solo io e lui. Le sue mani ora mi toccano la schiena, dritte sulla spina dorsale bagnata, sono tutta bagnata a dir il vero. Mi solletica i fianchi fino a infilarsi sotto al top ma senza esagerare, arriva fino a sfiorarmi un seno. Credo mi esca un lamento ma per fortuna la musica è forte! Poi torna ai miei fianchi e le sue mani arrivano giuste sul mio culo. Diciamo che son talmente grandi e avvolgenti che per quanto tocchino la schiena arrivano fino sotto. Stringe un po’. Perché mi piace questo stronzo? Non dovrei, io non sono come le altre, io non sono come la biondina. Dalla mia espressione capisce che qualcosa non và, un mio momento di lucidità. Mi alza il viso dal mento, lo guardo, mi bacia. Mi tocca appena le labbra. Una scossa dalla gola, per lo stomaco fino alla punta dei piedi.

Cazzo! Sono fottuta!

Lo bacio di rimando succhiando il suo labbro inferiore ma non troppo. Lui mi stringe a se, sembra impossibile ma qualcuno laggiù è aumentato di brutto. Mi volto di schiena, lo prendo dal collo con un braccio, gli accarezzo la nuca, ha dei capelli morbidissimi e pieni. Mi lecca l’orecchio baciandolo e ci soffia su, e lo sento gemere, un suono profondo che mi esalta ancor di più. Non credevo di poter fare questo effetto ad un uomo.

Mi sento bene!

Con le natiche gli do un colpetto all’ indietro, continuiamo a ballare, ballare per modo di dire, le sue mani entrano sotto il top e stavolta non si fermano sotto al seno ma arrivano dritte ai miei capezzoli che sono già eretti, mai avuti così prima d’ora. Li sfiora e li tocca. Credo di morire, siamo in mezzo alla gente e lui mi tocca. Mi giro di nuovo e gli do un altro bacio, non mi riconosco più. Mi odio per questo non voglio essere una delle tante, sono combattuta ma non riesco a lasciare quelle labbra. Ci fermiamo, il mondo intorno a noi. Mi slaccia la coda, i miei capelli lunghi e mossi mi ricadono addosso come una cascata di cioccolato, ci infila le mani e mi bacia più a fondo. Chiede il permesso di entrare e lo lascio passare. La sua lingua morbida e liscia mi accarezza in ogni dove, io rispondo e lo lascio fare. Che sensazione stupefacente, mai baciata così. E continua, lecca, morde succhia, non credo di avere più rossetto ormai.

-       Vuoi venire con me?
-       Si

Mi prende per mano e ci allontaniamo, imbocchiamo di nuovo quel corridoio fino in fondo ma prima di entrare nella stanza mi chiude tra se e il muro. Mi prende in braccio, non fa nessuna fatica, sono piccola e leggera. Spinge su di me e ride, piano, ha una risata bellissima

-       la prossima volta metti un abito, niente pantaloni
-       Ok

Apre la porta, la richiude a chiave dietro di se sempre senza mai lasciar andare la mia bocca. Apro gli occhi, è la sua stanza credo. Lo stile è quello della casa, ampie vetrate sulla città luminosa. Non servono luci.

-       Cazzo Isabella non resisto più
-       Io …… non posso … io non sono …… da una botta …… e via, Edward
-       Shhhhh…… lo faremo quante volte lo vorrai
-       Io……
-       Tu mi vuoi Isabella?
-       Si… SIGNORE
-       Cazzo si… dimmelo ancora
-       SI SIGNORE!! Si signore – ma la seconda volta mi esce un sussurro -

E sono andata, persa. Mi toglie tutto, il top vola via, i pantaloni scendono insieme al perizoma, lui rimane un attimo fermo sulla mia intimità (grazie Jess !), impreca al cielo

-       Cristo!! sei bellissima Isabella!

Gli tolgo la camicia, gli slaccio i pantaloni, tolgo i boxer. Santinumi che colosso! Ho quasi paura. E’ da una vita che non ho rapporti con qualcuno e ora tutta questa roba.


TOC!TOC!

-       CHI E?
-       SONO DEAN SIGNORE, MI SCUSI MA DI LA’ CHIEDONO DI LEI, E’ ORA DELL’ESIBIZIONE
-       NON ORA; DI CHE NON MI SENTO BENE!
-       LO RICHIEDE IL CONTRATTO SIGNORE; MI DISPIACE, DEVO INSISTERE
-       CAZZO!

È arrabbiato.

-       Scusami ma devo andare
-       Forse è meglio così
-       No, no Isabella, resta qui, aspettami
-       Meglio che vada Edward – nel frattempo mi rivesto – non è una buona idea, lo vorrei tanto ma non posso
-       Voglio fare l’amore con te Isabella, non lasciarmi
-       Credo che tu troverai chi ti possa soddisfare, non ti servo io
-       Io voglio te invece
-       Ti ho visto scopare con la cameriera 3 ore fa Edward, per favore, mi sono lasciata trasportare, ma è meglio così, scusami

Ho ancora la maschera, era rimasta solo quella da togliere, rifaccio la coda ed esco di lì. Per fortuna la sua guardia del corpo è andata via. Non mi volto altrimenti credo che richiuderei quella porta e non lo farei più uscire.

Torno al bar, Jessica non mi guarda neppure, continua a lavorare seria, io pure, non vedo l’ora di andarmene. Ho combinato un casino. Dopo 10 minuti torna anche lui, ha la chitarra in mano. Sale sul piccolo palco e inizia a suonare. Mi si blocca il respiro, il cuore perde un battito. La sua voce, dolce e sensuale accompagnata da note leggere e armoniose. Come ho fatto a non averlo mai sentito suonare, è favoloso. Mi innamoro all’istante della sua musica.
Lui mi sta guardando, io tolgo la maschera. Il suo viso si illumina, mi sorride e continua ad esibirsi. Io sono incantata.

Finisce lo spettacolo, la gente se ne và, sono esausta. Lui sparisce, non lo vedo più. Il suo agente ci paga come da contratto, lo cerco con lo sguardo fino alla fine, fino a quando non esco da quell’attico.
La porta si chiude dietro di noi.
Jessica non mi rivolge più la parola, cammina silenziosa davanti a me.

Addio Edward!

Sogno la sua musica, i suoi occhi, i suoi baci fino al mattino. Mi sveglio piangendo.

Da quella notte niente è più come prima.

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GRAZIE COME SEMPRE ALLA MIA BETAMICA MIKI ... LOVVOTI. MI HA DATO UNA MANO ANCHE CON LA SCELTA DEL TITOLO, CHE AMO MOLTO. TUTTO E' NATO DA LLE FOTO DI ROB DEL 2006, IL MIO COLPO DI FULMINE!!

8 commenti:

  1. Devo dirti solo poche parole ......
    E' stupendo ,erotico ,caldissimo,appassionante e spettacolare ...
    Cioa spero che continui la storie perchè meravigliosa

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  2. Stefy come sempre strepitosa....e no io ora voglio sapere come va a finire, se lui la cerca....non può finire così....no no...mi dispiace ma almeno un altro paio di capitoli ce li devi regalare, settimana prossima vado in ferie e sarò senza PC, ma quando torno mi aggiorno su tutto....tu continua a scrivere :)

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    1. grazie...mi intimidisco!! ok... ci penserò seriamente magari qualche capitolo me ne esce di sicuro!!

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  3. Oh ma che incontro/serata mozzafiato mi piace Stefy lui così sicuro stronzo lei così indecisa ancora alle prime armi... Si mi piace.
    Baci Miss

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  4. no no nn deve finire cosi'! vai avanti, ti scongiuro! ti ho scoperta oggi e sto leggendo le tue storie,mi piace come scrivi-ciao

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    1. grazie mille...benvenuta, mi fà piacere! Lo farò credo...con calma ma cercherò di andare avanti!

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